Malati di Privacy Ottobre 22, 2008
Posted by Alex Benini in Tendenze.Tags: Facebook, Privacy, RFID
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Di recente il “Garante sulla Privacy” ha espresso la sua preoccupazione riguardo ad alcuni casi di violazioni sfociate talvolta in vere e proprie disgrazie. In particolare ha fatto molto clamore il caso di Wayne Forrester che a Londra ha ucciso l’ex-moglie con una mannaia perchè lei “imprudente” aveva aggiornato il proprio profilo su Facebook dichiarandosi “single” pochi giorni dopo la separazione; la cosa pare abbia mandato su tutte le furie l’ex marito portandolo ad ucciderla con atroce ferocia. Il fatto ha alimentato il timore riguardo alla sovraesposizione sul web dei dati personali degli utenti. Ciò che succede però in questi casi non è una profonda riflessione dell’opinione pubblica sulla deriva della società, ma piuttosto un cercare di colpevolizzare qualcuno o qualcosa; la Santa Inquisizione dall’alto della sua morale in questo caso ha decretato colpevoli blog e strumenti di condivisione vari. L’opinione pubblica come si sa è divisa fra chi conosce gli strumenti e li apprezza e chi non li conosce e li demonizza (interessante l’opinione di Bruno Vespa) tanto che alla fine oltre a fare cattiva informazione si creano pure falsi miti; poi molto difficili da sfatare.
La privacy è chiaramente un problema reale, ma attenzione a non sensazionalizzarlo altrimenti si finisce per fare ostruzionismo senza proteggere realmente gli utenti e le persone. Tanto per fare un esempio: chi mi protegge dalle telefonate indesiderate sul telefono di casa? …dagli abbonamenti fatti per telefono dove non serve nemmeno una firma?
Un caso interessante quanto comico riguarda invece gli RFID. Gli RFID sono subdoli: tu non li vedi ma una macchina riuscirebbe comunque a leggerli, la cosa ha suscitato come al solito l’allarme. Ed ecco spuntare i cospiratori che alle spalle vogliono dominare il mondo. Gli RFID possono contenere informazioni, possono essere indossati (anche inavvertitamente), e addirittura potrebbero essere impiantati sotto pelle (già vietato) come avviene per gli animali. Da qui nasce la paura e la malainformazione di chi crede che con un tag RFID addosso potrà essere spiato dall’NSA!
Secondo alcuni l’RFID è pericolosissimo per la nostra privacy, può permettere di individuarci o addirittura di spiarci! Alcuni si sono impegnati a fondo: hanno fatto libri e dibattiti fanatico-religiosi marciando sulla paura della gente. Prima di creare allarmismo ingiustificato sarebbe bene conoscere le tecnologie, usarle e poi prendere i provvedimenti. Nel 2003 ci fu il caso Benetton che intendeva “taggare” (aggiungere un tag rfid) ogni capo d’abbigliamento, così negli Stati Uniti nacque un movimento di boicottaggio che secondo alcuni fece desistere Benetton dall’utilizzare la tecnologia. Vorrei ricordare a chi ritiene l’RFID il marchio di Satana che Google ha una marea di dati personali di ognuno di noi, i numeri delle nostre carte di credito sono nei server di aziende di booking o di chissà che altro. Lo stesso dispositivo telepass è un particolare tipo di RFID ma nessuno si è mai preoccupato di possibile tracciabilità del veicolo. A distanza di 5 anni sono cambiate molte cose e si è fatta chiarezza ma rimane di fondo la tendenza di dare la caccia alle streghe del nuovo millennio, puntando il dito su problemi apparenti senza magari accorgersi di gravi punti critici. Per esempio potrei non gradire la mia foto in vacanza pubblicata nel sito Facebook di un compagno di viaggio.
Non dimentichiamo la tendenza in atto (discussa più volte in questo blog) che vede i dispositivi mobili come la piattaforma software di riferimento per il futuro.
Quando ciò avverrà come gestiremo la nostra privacy?
Saremo in grado di dare le giuste risposte senza fare ostruzionismo e limitare le potenzialità di crescita?
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