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CarTel: il traffico diventa rete Novembre 26, 2008

Posted by Alex Benini in Hardware.
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Spesso si associa il mondo delle tecnologie mobili quasi esclusivamente a smartphone e RFID (per i più smaliziati), ma in realtà il futuro potrebbe prospettarci un cambio netto di pensiero. Il telefono cellulare è un ottimo veicolo di tecnologia, ha tutte le caratteristiche che servono, ma forse oggi un altro veicolo (nel vero senso della parola) ha caratteristiche molto interessanti per rendersi vero portatore di tecnologia e servizi: l’automobile.

L’automobile a pensarci bene è uno degli strumenti più tecnologicamente avanzati e complessi che ogni famiglia usa quotidianamente. L’auto è composta di meccanica, elettronica e recentemente anche software. La sua progettazione coinvolge designer e ingegneri e viene spesso riposta grande cura su sicurezza (si spera) e comfort. L’auto è uno dei veicoli di tecnologia probabilmente più diffusi al mondo ancor prima dell’avvento del telefono cellulare.Un progetto condotto dal MIT (Massachussets Institute of Technology) sta cercando proprio di trasformare l’automobile in un nodo di servizi e tecnologia al servizio del guidatore e della collettività. Gli esperimenti finora condotti hanno visto come protagoniste una cinquantina di auto equipaggiate con computer e sistemi di comunicazione wireless, lo scopo è evidenziare le funzionalità emergenti da una rete di veicoli interconnessi fra loro. Il software di gestione, CarTel, è in grado di definire il routing stradale attraverso le informazioni raccolte dalla rete di veicoli sulle condizioni di traffico e clima; a differenza dei dispositivi già presenti nelle nostre auto, CarTel sfrutta le tecnologie WiFi, Bluetooth e GPRS combinandole a seconda delle necessità.

Questo sistema è stato sperimentato in diverse applicazioni, come ad esempio:

  • FreeFlow: Constrollo e gestione del traffico;
  • Pothole Patrol: Monitoraggio delle superfici stradali;
  • CafNet: “Carry and forward Network” che permette di utilizzare le auto come veicoli fisici di dati raccolti da sensori non connessi ad una rete, questo consente di utilizzare collegamenti radio a breve distanza;
  • WiFi Monitoring: censimento delle reti WiFi presenti nel territorio.

cartel

Chiaramente disporre di un computer con tanto di connettività sull’automobile consente di attivare servizi veramente interessanti, inoltre le caratteristiche peculiari dell’automobile rendono il progetto ancora più interessante perchè in questo modo ogni auto è potenzialmente una fonte di dati inesauribile. Le auto infatti possono raccogliere dati importanti sull’inquinamento atmosferico in una città, individuare buche e sconnessioni del manto stradale, e addirittura raccogliere dati da sensori posti nelle strade. Per la prima volta il traffico diventerebbe una infrastruttura di rete senza lo svantaggio e il costo di un’infrastruttura ad-hoc a lunga distanza.

Chiaramente il fattore caratterizzante di questo progetto è l’aspetto sociale, la condivisione di informazioni per il bene collettivo; nello specifico può diventare anche un ottimo strumento attrattivo, essere dotati di tale potenza di calcolo infatti consentirebbe di attivare sull’automobile un insieme di servizi e strumenti che creerebbero nel mondo automotive ciò che già è avvenuto per la telefonia cellulare, dando impulso al settore.

Certo non vedremo cambiare auto ogni 2 o 3 anni ma sicuramente la dotazione tecnologica potrebbe diventare un parametro interessante per una clientela ormai abituata a sentir parlare di tecnologia.

Lo strumento messo a punto dopottutto ha un costo piuttosto limitato: 450$. Questo comprende unità di elaborazione, GPS, accelerometri e dispositivi di connettività.

Mi pongo però una domanda: avra successo?
Le tecnologie utilizzate sono disponibili da anni e il loro costo rispetto a quello di un’automobile incide relativamente poco. Perché allora se ne parla solo adesso, quasi con sorpresa, dopo anni di studio e fallimenti nel settore della domotica che risulta ben più costoso e scarsamente utile all’utente finale?

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