Visione 3D a basso costo: oggi si può! Settembre 25, 2008
Posted by Alex Benini in Hardware.Tags: robotica, stereoscopia, vision 3d, webcam
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L’evoluzione tecnologica non avviene soltanto attraverso lo studio e lo sviluppo di nuove tecnologie ma anche (soprattutto) attraverso la miniaturizzazione e l’abbattimento dei costi di produzione di tecnologie note e diffuse.
Miniaturizzazione, abbassamento dei costi e contenimento dei consumi elettrici sono solo alcuni dei parametri fondamentali che una tecnologia deve possedere per avere successo nel mondo mobile.
Surveyor Corporation, un produttore di dispositivi per la visione artificiale e strumenti di controllo robot, ha introdotto un nuovo sistema di visione stereoscopica: Surveyor SVS.
Il sistema è programmabile, dotato di connettività WiFi e interfacce per sensori e attuatori. (continua…)
Skype arriva sul cellulare Settembre 24, 2008
Posted by Nicola in Software, Tendenze.Tags: cellulari, Mobile, skype
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Skype è finalmente approdato sui telefoni cellulari.
Non tutti i dispositivi sono attualmenente supportati ma le funzionalità ci sono tutte:
- Funziona con circa 50 apparecchi con abbonamento dati.
- Effettuare e ricevere chiamate costa pochissimo.
- Vedi quando i tuoi contatti sono online.
- Chatta o chiama con Skype.
- Risparmia chiamando i cellulari di amici e parenti all’estero.
Mobile Market: AppStore, Android Market, Skymarket! Quale modello? Settembre 24, 2008
Posted by Nicola in Software, Tendenze.Tags: Android, Android Market, App Store, Apple, Google, iPhone, Skymarket, Windows Mobile
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Qualche post fa ho esordito con un “Non c’è dubbio, Google stupisce”.
Ma dato che tra le grandi un’altra che stupisce quasi sempre è Apple, oggi mi limito a dire che Goolge ha seguito le orme e Microsoft, neanche a dirlo, si sta preparando a fare lo stesso.
L’uscita del tanto atteso iPhone ha dato una scossa al mercato del mobile non indifferente sotto svariati punti di vista (primo fra tutti la user experience), ma la cosa più interessante che Apple ha creato a corredo e completamento del suo strumento è il nuovo modello di distribuzione delle applicazioni. In realtà non è corretto dire nuovo modello di distribuzione delle applicazioni, in quanto prima dell’iPhone non esisteva nessun modello di distribuzione in quanto il concetto stesso di Applicazione per dispositivo mobile (o telefono cellulare che dir si voglia) era praticamente inesistente se non nelle poche soluzioni Symbian disponibili qua e la per la rete.
iPhone introduce contestualmente un modo nuovo di fare business con i dispisitivi mobili, lo organizza e lo mette a disposizione del grande pubblico.
Qual’è quindi il modo per creare e distribuire software per i nuovi dispositivi mobili? Dove sta l’opportunità di business per quelli che non si chiamano Nokia, Apple o Microsoft?
L’ultimo grande atteso: Google Android Settembre 24, 2008
Posted by Alex Benini in Tendenze.Tags: Android, Apple, Google, Nokia, Symbian
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HTC e T-Mobile lanciano sul mercato un nuovo smartphone di nome “Dream G1″. Fin qui una notizia come tante, se non fosse per il sistema operativo installato: Google Android.
Dream G1 probabilmente non sarà oggetto di scene di delirio come accaduto per il suo rivale di casa Apple ma il suo arrivo sul mercato è comunque un passo molto importante, probabilmente l’inizio di una nuova stagione nel mondo dell’IT.
Fino a qualche anno fa si potevano chiaramente osservare tre mondi distinti nel settore mobile: cellulari, smartphone e PDA. (continua…)
Lezioni di ingegneria da Google: Chrome e il fumetto. Settembre 22, 2008
Posted by Nicola in Software.Tags: Chrome, Engineering, Google
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Non c’è dubbio, Google stupisce.
..e per quanto possa essere stupefacente il nuovo Chrome, la rivoluzione Web 2.0 ci avrebbe prima o poi condotto ad un nuovo modello di browser dato che quello che usiamo tutti i giorni sul Web “aren’t just web pages, they are application”.
Quello che mi stupisce maggiormente è il modo con cui Chrome è stato presentato al mondo. Il simpatico fumetto con cui Chrome viene anticipato è tutt’altro che un insieme di funzionalità ben documentate con la classica grafica patinata stile Web 2.0, ma ben si una bellissima lezione di Ingegneria del Software, esattamente quello che non ti aspetti. Ci sono praticamente tutte le fasi del ciclo di sviluppo del software: si parte infatti con un insieme di requisiti da soddisfare (more stable, faster, secure, simple, e ovviamente open-source) e si continua con un’analisi critica delle architetture e dei modelli dei browser di oggi (single-threaded model spiegato con quel azzeccatissimo filo che lega html, javascript, …) approdando al progetto in cui, ad esempio, si arriva spiegare in maniera molto approfondita il modello di gestione della memoria con un simpatico ed ingordo plug-in mangia risorse
.
Potrei continuare ma avete il fumetto e non voglio rovinarvi la sorpresa.
… mi piace questo approccio, mi piace questa trasparenza, l’eccellenza si mostra al mondo, si rende open-source e ci mostra che l’apertura porta all’eccellenza: “we owe a great debt to other open-source browser [...] challenge them, build on them and keep moving the Web forward”. L’insegnamento è grande soprattutto per le nostre software house che troppo spesso sottovalutano la necessità di un approccio ingegneristico al software ed ignorano completamente il significato dell’open-source e del business che è possibile realizzare con questo.
Nulla da dire, Google stupisce ancora!
Quale futuro per Google Chrome? Settembre 15, 2008
Posted by Alex Benini in Software.Tags: AIR, Chrome, Google
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Di Google Chrome se ne è parlato tanto e da ogni punto di vista tecnico. Qui vorrei invece fare alcune considerazioni sul perchè è stato concepito.
Alcune sue caratteristiche sono molto interessanti:
- ogni tab è un processo distinto, questo significa totale autonomia fra una pagina e l’altra (soprattutto nel caso si utilizzi una Web Application);
- la seconda cosa interessante è quella di poter estrarre un tab e trasformarlo in una applicazione autonoma e separata con tanto di icona su desktop, la finestra in questo caso è senza barra indirizzi e comandi vari ed appare come una qualunque applicazione.
Queste caratteristiche rendono il browser interessante soprattutto per i suoi sviluppi futuri. Sicuramente Google potrà fornire servizi integrati direttamente con il browser, in parole povere potrà rendere desktop applicazioni e servizi che oggi funzionavano solo attraverso il browser. Fino ad oggi fra il web e l’utente finale c’era un canale di comunicazione chiamato browser con regole e modalità di interazione specifiche. Oggi l’esplodere del web 2.0 e del Saas (Software As a Service) via web ha reso indispensabile una maggiore libertà per l’utente. I Widget hanno in qualche modo mosso i primi passi in questa direzione, la stessa Adobe con la piattaforma AIR sta portando le applicazioni RIA (Rich Internet Application) su desktop. Questi sistemi per la fruizione dei contenuti web nascono per colmare il vuoto lasciato dai classici browser.
Google ha introdotto una sfida nuova: essendo fornitore di servizi web di grande successo (Mappe, Mail, Apps, Gears, Group, Chat) con questo nuovo browser può abilitare servizi come se fossero applicazioni desktop in maniera molto semplice e immediata, ma non è che il primo passo.
Il punto fondamentale è che il web non è più un insieme di pagine html ma comincia ad essere uno store di informazioni e servizi non strutturati. Il Browser in quanto porta di accesso di questo mondo ha bisogno di una reinterpretazione che permetta una più semplice fruizione dei servizi web.
Analizzando il cammino di Google si nota chiaramente che mattone dopo mattone sta costruendo una vera e propria piattaforma, una sorta di “sistema di servizi distribuito” che ci permetterà di lavorare in assoluta libertà passando fra diversi tipi di terminali mobili e non (vedi il ricente sviluppo di Android). Google con Chrome non fa altro che creare un canale privilegiato fra gli utenti e i propri servizi (in definitiva verso la propria raccolta pubblicitaria!); per ora è solo un browser, domani chissà.




